Al memorial di Ratzenberger e Senna a Imola, i fan hanno criticato aspramente Verstappen, che non indossava la maglia commemorativa di Senna.

In occasione del memorial di Ratzenberger e Senna organizzato a Imola, i fan hanno scatenato la propria ira nei confronti di Max Verstappen, che all’evento non indossava la maglietta commemorativa di Senna. Ma questi commenti negativi hanno davvero fondamento?

Memorial Senna a Imola: caos Verstappen

A Imola si è tenuto il memorial per Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, scomparsi tragicamente trent’anni fa sul circuito italiano, ma l’evento ha attirato l’attenzione anche per una controversia legata a Max Verstappen. Il campione in carica è stato criticato perché, a differenza degli altri piloti, non indossava la maglia commemorativa di Senna, progettata appositamente per l’occasione. L’evento è stato organizzato e guidato dall’ex pilota di F1 Sebastian Vettel, che ha consegnato personalmente a ciascun pilota la maglietta dai colori giallo, verde e blu, con l’hashtag #Forever, in onore del leggendario campione brasiliano. I piloti hanno poi percorso l’intero circuito sotto la pioggia, chi in bici, chi correndo, soffermandosi nei punti in cui si sono svolti i tragici eventi.

Verstappen Senna Imola
Photo Credit: F1 X

L’evento è stata un’occasione per ricordare i due magnifici piloti, ma soprattutto quanto lo sport, che noi e i piloti amiamo, sia pericoloso, nonostante oggi si siano fatti enormi passi avanti nel campo della sicurezza. La scelta di Verstappen di non indossare la maglia è stata notata da molti fan, che lo hanno criticato duramente sui social media, accusandolo di non rispettare appieno la memoria di Senna e di non essere sinceramente impegnato nella causa commemorativa. Le critiche si sono intensificate rapidamente, con i fan che hanno espresso delusione e indignazione per il gesto dell’olandese, interpretato come una mancanza di rispetto verso uno dei piloti più amati della Formula 1. Potremmo dire che al pubblico non sfugge proprio niente, ma diremmo una bugia. Alcuni dettagli, e non da poco, sono sfuggiti agli occhi giudicanti dei fan, concentrati solo sul tre volte campione del mondo.

All Eyes On Verstappen

La scelta di Verstappen di non indossare la maglietta commemorativa al memorial di Imola ha suscitato pesanti critiche, ma molti fan non hanno notato che il pilota olandese non era l’unico a non indossare la maglietta. Anche Valtteri Bottas, il quale ha partecipato a bordo della sua bicicletta, non indossava la maglietta commemorativa. Il pilota finlandese però non ha ricevuto nessuna critica a riguardo, a parte rarissimi casi.

Un altro importante dettaglio sfuggito ai fan riguarda proprio Verstappen. Il pilota olandese è stato uno tra i pochissimi piloti a indossare la spilla commemorativa di Roland Ratzenberger. Un gesto significativo considerando che il pilota venuto a mancare era austriaco, proprio come la scuderia di Verstappen, la Red Bull. In pochi hanno notato questo gesto, solo i fan più fedeli del campione olandese hanno speso tempo per fornire prove ai fan arrabbiati, cercando di spezzare una lancia a favore del proprio idolo. Tuttavia, nonostante i tentativi, la notizia è passata decisamente in secondo piano e le critiche non sono cessate.

Questi fatti sollevano, perciò, una domanda: le critiche sono rivolte solo perché si tratta di Verstappen? Il campione in carica, noto per vincere qualsiasi cosa e per la sua lingua spesso tagliente, potrebbe essere giudicato più severamente rispetto ad altri piloti. Forse, quindi, il bersaglio dei commenti negativi è Max Verstappen non solo per le sue azioni, ma anche per la sua personalità e per il successo in pista.

Una situazione simile si era verificata nel 2021, durante il periodo di punta del movimento Black Lives Matter, capitanato da Lewis Hamilton. In quell’occasione, diversi piloti erano stati criticati per non essersi inginocchiati prima di ogni gara in segno di supporto alla causa. Ovviamente, tra loro c’era anche Max Verstappen. Anche in quel caso, molti avevano giudicato aspramente il comportamento del campione in carica e degli altri piloti coinvolti. Alcuni, come Charles Leclerc, hanno dovuto giustificare le proprie scelte tramite i social. Il pilota monegasco aveva appunto spiegato come, nonostante non compisse quel gesto specifico, supportasse attivamente la causa in altri modi.

Alla luce di ciò che è successo in passato e ora a Imola, è necessario fare una riflessione più approfondita. Forse anche noi fan, prima di criticare immediatamente i piloti, dovremmo fare un po’ di autocritica. Ciò che si cela davvero nella mente dei piloti, ciò che pensano e sentono, ci è sconosciuto. Ogni personalità all’interno del Paddock è diversa e ognuno agisce in modi differenti. Questo non significa necessariamente che non supportino una determinata causa e o che non la rispettino. Invece di giudicare basandoci su ciò che vediamo sui social media o in televisione, dovremmo cercare di comprendere le diversità dei piloti, senza dimenticarci del rispetto.

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Alessandra Mottadelli

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