donne motorsport problema fisico
La mancanza di donne nel motorsport, soprattutto nel ruolo di pilota, è legata a molte cose, uno dei quali è sicuramente il problema fisico.

Il mondo del motorsport è un ambiente ancora oggi molto maschile. A dirlo non è solo l’evidente presenza minore del sesso femminile, ma sono anche alcuni studi fatti in merito. Le ragioni della mancanza di donne nel motorsport, soprattutto nel ruolo di pilota, sono molte, tra cui quella legata al problema fisico, come sottolineato anche dalle nostre ospiti.

Poche donne pilota: a dirlo sono anche gli studi

Fin dalla loro nascita macchine e moto hanno per lo più catturato l’attenzione degli uomini. I tempi erano certo ben diversi da adesso, così come lo era la mentalità. Idee e pregiudizi che col passare degli anni sono cambiati, lasciando quello spiraglio dentro cui anche le donne hanno potuto e saputo infilarsi. Nonostante l’evoluzione abbia portato ad un avvicinamento sempre maggiore delle donne al mondo dei motori, a livello sportivo tale situazione resta ancora con molto lavoro da fare. E a dirlo non è solo quell’evidenza che salta agli occhi quando si scorrono le entry list delle varie categorie motoristiche.

Uno studio condotto da More than Equal, fondata dall’ex pilota David Coulthard, ha infatti raccolto molti dati in merito a tale questione. L’analisi ha dato come risultato una partecipazione media, dunque prendendo in considerazione ogni categoria, di appena il 10% di donne pilota. Un valore che pone il motorsport, in particolare quello a quattro ruote, alle spalle del solo football americano. La percentuale ha così evidenziato maggiormente una strada che ancora non riesce ad essere percorsa, anche se qualcosa ad oggi si muove.

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Photo Credit: Iron Dames Twitter

Iniziative come la F1 Academy sono infatti ben viste e il lavoro, nonostante sia appena iniziato, sembra già dare alcuni frutti. Dal prossimo anno infatti tutti e dieci i team di F1 supporteranno la Formula totalmente al femminile. Un passo importante quest’ultimo se si pensa che uno dei tanti ostacoli a cui va incontro una donna nel motorsport è proprio quello di una minore visibilità. Le colpe però sono complicate da trovare in questo caso. Una donna pilota è infatti un’immagine ancora difficile da vedere per una cultura che per anni ha messo le due parti su linee parallele. Una fiducia che viene così a mancare portando all’inevitabile conseguenza di considerare una donna meno capace o non in grado di lottare al pari di un uomo.

Donne nel motorsport, un problema soprattutto fisico: cosa dicono le addette ai lavori?

Il delicato tema della presenza femminile in un mondo ancora molto maschile è spesso argomento di discussione. Lo stereotipo del pilota è infatti uomo e la mancanza di modelli negli anni non ha fatto altro che consolidare tale idea. Basti pensare, per esempio, che l’ultima donna a correre in F1 è stata Lella Lombardi nel GP d’Austria del 1976. Anni in cui nessuna donna è poi riuscita a raggiungere la classe regina del motorsport. La cultura e la mentalità hanno certo la loro parte di colpa; un problema che, come detto, porta a non credere e di conseguenza a non investire su tale possibilità.

Se da una parte il problema culturale può, col tempo e con un buon lavoro, essere aggirato, dall’altra ne sorge uno un po’ più complicato. Un ostacolo che anche le addette ai lavori che sono state ospiti della nostra rubrica Formula Rosa hanno evidenziato. La questione legata ad una diversa fisicità tra uomo e donna è infatti un fattore che non si può trascurare. Un aspetto sottolineato anche da Vicky Piria, Elisabetta Bonetti e Mara Sangiorgio, definito però un limite non invalicabile da parte di Vera Spadini. Dalle moto alle macchine è dunque evidente che il tempo e l’evoluzione hanno chiuso sempre l’idea di una possibile donna pilota, soprattutto per quanto riguarda le massime categorie.

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Photo Credit: FIA WIM Twitter

In MotoGP e in F1 i mezzi sono infatti diventati sempre più pesanti, rendendo quindi complicata la partecipazione di una donna. Non è dunque la mancanza di capacità a tagliare fuori tutta una parte di mondo che negli ultimi anni in particolare si è appassionata sempre più a tali categorie fin dalla giovane età. L’ostacolo maggiore sembra dunque essere il fisico, una “colpa” che non può quindi essere attribuita a nessuno. La soluzione per non avere campionati divisi sembra essere quella del compromesso, così da permettere a una donna di battersi con le proprie capacità al pari di un uomo. Una strada che ad oggi sembra avere la meta ancora lontana, ma per la quale qualcosa inizia a muoversi.

“Il mondo sta cambiando ed è giusto che anche le ragazze, così come i ragazzi, abbiano una possibilità. Solo così riusciremo ad avere una donna in grado di dare battaglia ad un uomo in F1”. – Mara Sangiorgio

LEGGI: “Formula Rosa intervista Mara Sangiorgio”

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Chiara Zambelli

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