9 Febbraio 2023

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L’abbassatore posteriore introdotto da Ducati potrebbe essere abolito

abbassatore posteriore ducati Corrado cecchinelli
L'abbassatore posteriore nato dell'ingegno di Ducati e dei suoi ingegneri potrebbe essere vietato in futuro: si parla del dopo 2026.

L’abbassatore posteriore di origine Ducati potrebbe andare incontro ad un divieto. Prima di creare allarmismi, non stiamo parlando di una situazione simile a quella successa ad inizio 2022 con l’abolizione dell’abbassatore anteriore in fase di marcia alle porte della stagione. Quella appena citata è un’ipotesi che potrebbe prendere piede dopo il 2026, quando presumibilmente verrà stilato un nuovo regolamento tecnico. Nel 2023, e per le prossime stagioni, continueremo a vedere sia gli abbassatori posteriori in fase di partenza e marcia e quelli anteriori solo in fase di partenza. Se ci saranno cambiamenti, sarà per decisioni all’unanimità tra tutti i costruttori.

Le parole di Corrado Cecchinelli sulla possibilità di vietare l’abbassatore posteriore

In un’intervista rilasciata a Crash.net, il Direttore della Tecnologia in MotoGP Corrado Cecchinelli (che tra l’altro ha avuto un passato in Ducati) ha messo alla luce questa proposta divieto, la quale verrà discussa nei prossimi mesi con i costruttori del Motomondiale. Sicuramente Ducati sarà contraria a questa idea, anche se potrebbe sfruttarne i benefici almeno fino al 2026 dato che l’attuale regolamento non li vieta.

“È nostra intenzione chiedere ai costruttori di prendere in considerazione la possibilità di vietare l’abbassatole posteriore, in tempi opportuni. Crediamo che in linea di principio, dal punto di vista tecnico, sia la cosa giusta da fare per controllare le prestazioni in modo efficace. Non è possibile scrivere regolamenti tecnici che coprano ogni area, perfettamente, per sempre. In futuro ci saranno sempre nuove scoperte, anche perché il mondo intero è in continuo cambiamento. Non è un lavoro che fai una volta e poi dura per sempre.” – Corrado Cecchinelli, Direttore Tecnologia in MotoGP

abbassatore posteriore ducati Corrado cecchinelli
Photo Credit: MotoGP Official Website

“Cerchiamo sempre di trovare un compromesso ma a volte, facendo il nostro lavoro, facciamo arrabbiare qualcuno. Abbiamo molto chiaro il principio di essere giusti con chi trova qualcosa che è permesso. Ma, d’altra parte, è permesso perché non ci avevamo pensato al momento di scrivere le regole, perché in quel momento non esisteva. Non vogliamo pensare a grandi cambiamenti o rivoluzioni fino al 2027, quindi ci muoveremo a piccoli passi fino allora, a meno che tutti i costruttori non siano d’accordo.” – Corrado Cecchinelli, Direttore Tecnologia in MotoGP

Che cos’è l’abbassatore anteriore e posteriore di una MotoGP?

Il funzionamento è semplice: dato che in MotoGP sono vietati sviluppi elettronici, l’abbassamento della sospensione anteriore e/o posteriore è a carico del pilota, attraverso l’utilizzo di un pulsante od una leva. Nati in un primo momento per migliorare le procedure di partenza (chiamati quindi dispositivi holeshot), azionandoli la moto si abbassa al retrotreno (abbassatore posteriore) ed all’avantreno (abbassatore anteriore), evitando l’impennamento della moto. Essi poi, alla prima frenata, si sbloccano automaticamente.

abbassatore posteriore ducati Corrado cecchinelli
Photo Credit: MotoGP Official Website

Il primo abbassatore posteriore da utilizzare per le procedure di partenza ha debuttato sulle Ducati GP19. Da lì il sistema posteriore si è sempre evoluto, potendo poi utilizzarlo anche in marcia per migliorare l’accelerazione in uscita dalle curve e quindi la velocità massima. Recentemente si è sviluppato anche un sistema di abbassatore all’anteriore da usare in aggiunta a quello posteriore, sempre per migliorare le procedure di partenza abbassando il centro di gravità della moto. Ducati, nei test pre stagionali del 2022, aveva portato un’evoluzione di questo sistema anteriore (che si aziona sempre tramite un pulsante od una leva), utilizzabile anche in marcia (noto come “Ride Height Device”). L’idea venne poi accantonata per difficoltà di messa a punto, ma soprattutto perché fu vietato in vista del 2023 (rimarrà solo la possibilità di utilizzarlo in fase di partenza).

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Riccardo Zoppi

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