bearman ferrari arabia saudita
Oliver Bearman ha fatto il suo debutto a sorpresa nella Formula 1: analizziamo la sua prestazione con Ferrari al GP dell'Arabia Saudita.

Oliver Bearman ha lasciato il segno in Ferrari nel GP dell’Arabia Saudita. Il giovane britannico è stato il pilota più discusso dell’ultimo appuntamento, durante il quale è stato chiamato ad un compito importante. Il 18enne ha debuttato a sorpresa in Formula 1 a bordo della SF-24, con la quale ha superato le aspettative e portato a casa già diversi punti. La sua prestazione, su uno dei tracciati più complessi del calendario è pronta ad aprirgli scenari interessanti in futuro.

GP Arabia Saudita: quando Ferrari ha scoperto il talento inestimabile di Oliver Bearman

La notte di Jeddah, tra il 7 e l’8 marzo, è stata per Ferrari un momento anomalo. Carlos Sainz, in preda a dolori addominali, è stato portato in ospedale: infiammazione all’appendice. Frederic Vasseur ed il suo team hanno deciso di chiamare un sostituto, ed il suo nome è Oliver Bearman. Ollie, così chiamato dagli amici, è uno dei piloti della Ferrari Driver Academy dal 2021, ed ha solo 18 anni. La sua prima esperienza in Formula 1 è arrivata in maniera improvvisa, catapultandolo dalla pole position ottenuta in Formula 2 al giovedì, direttamente ad una sola sessione di libere sulla SF-24 prima delle qualifiche al venerdì. In gara, la sua prestazione è tutta da raccontare.

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Photo Credit: Ferrari Media Centre

Il suo percorso con il team di Maranello ha avuto inizio nel 2021, dopo aver affrontato le Scouting World Finals organizzate a Fiorano. Già il suo periodo precedente all’entrata nel programma italiano è stato un cumulo di risultati: vittoria nel campionato italiano di Formula 4 ed in quello tedesco, diversi titoli europei e mondiali sui kart. Soddisfazioni, dunque, che hanno spinto il londinese sempre più in alto fino alle categorie propedeutiche alla Formula 1. Nel 2022 è sfumata l’occasione di vincere la Formula 3 a Monza nell’anno del debutto, ma nonostante ciò nel 2023 è approdato in Formula 2. A Baku ha mostrato tutta la sua qualità, vincendo sia la Sprint che la Feature Race. Per il 2024, l’obiettivo è vincere la serie cadetta.

Analisi GP Arabia Saudita: che gestione Bearman, in lotta anche contro i dolori

Il Gran Premio dell’Arabia Saudita di Oliver Bearman è stato il momento del battesimo nel “mondo dei grandi”. Il britannico è divenuto il più giovane pilota a gareggiare in una Ferrari, ed il terzo (dopo Verstappen e Stroll) a farlo in Formula 1. Il suo weekend atipico è iniziato con una sessione di qualifiche terminata in undicesima posizione, a soli 36 millesimi dal passaggio in Q3. Nella corsa Ollie ha saputo gestire le fasi concitate della partenza al centro del gruppo, sfruttando la gomma soft montata sulla sua SF-24. Successivamente, anche grazie alla Safety Car causata da Lance Stroll, è rientrato ai box passando come gli altri alla gomma dura. Il suo lavoro coordinato da Riccardo Adami, ingegnere di Sainz, è stato via via sempre migliore.

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Photo Credit: Ferrari Media Centre

Nella prima fetta di gara il 18enne non ha trovato un gran feeling con la monoposto, affrontando con più prudenza le prime tornate. All’ottavo giro, sotto regime di SC, ha montato la gomma bianca con la quale ha dovuto continuare attentamente per arrivare fino a fine gara. Al rientro dell’auto di sicurezza, l’inglese si è messo in gioco chiudendo due ottimi sorpassi su Tsunoda e Hulkenberg. La settima posizione si è concretizzata con l’entrata ai box di Hamilton e Norris. Nel momento in cui i due connazionali sono ritornati in pista con gomma soft alle sue spalle, Bearman ha mostrato tutto il suo talento. Contro tutte le difficoltà del caso ed i dolori, il giovane ha inanellato una serie di giri veloci personali.

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Photo Credit: Scuderia Ferrari X

Quando la bandiera a scacchi è stata sventolata, la sua gara è finita a circa tre secondi da chi lo seguiva, e a poco meno da chi invece lo precedeva. I dati telemetrici hanno mostrato come nella seconda fase della corsa sia riuscito ad avere tempi vicini a quelli di Alonso e Russell, finiti appena davanti a lui. Il pilota della Ferrari Driver Academy ha battagliato in una sfida tutt’altro che facile, non solo contro avversari di altissimo livello, ma anche contro le limitazioni fisiche di chi non aveva mai corso ad una tale intensità. Oliver Bearman ha ottenuto un successo morale incredibile, approvato dai fan che lo hanno votato Driver of the Day. A Jeddah, il giovanotto ha lasciato un grande messaggio: Tifosi della Rossa, il futuro è in buone mani.

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Alessio Auriemma

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