vittorie ferrari le mans
La 24 Ore di Le Mans si prepara al Centenario e al ritorno della Ferrari dopo 50 anni: quali sono le 5 vittorie più belle della Rossa?

Il conto alla rovescia è ormai giunto al termine e il Circuit de la Sarthe si prepara ad accogliere la festa per il Centenario della 24 Ore di Le Mans. 100 anni di storia che hanno visto diversi piloti ed equipaggi percorrere le storiche strade francesi. Le aspettative crescono soprattutto per la 499P di Maranello, di ritorno a la Sarthe dopo un’assenza di 50 anni. In attesa del via di sabato 10 giugno, ecco 5 delle vittorie più belle della Ferrari alla 24 Ore di Le Mans. 

Ferrari a Le Mans: le 5 vittorie più belle

La storia dell’iconico team del Cavallino Rampante è piena di successi, e non, ottenuti in varie categorie del motorsport. Tra le più ambite, oltre al conquistare i titoli mondiali in F1, c’è sicuramente la vittoria della storica 24 Ore di Le Mans, la “gara delle gare”. La storica corsa francese, che quest’anno festeggerà il Centenario dalla prima edizione nel 1923, ha visto negli anni diversi vincitori, tra cui le Rosse di Enzo Ferrari. 9 sono infatti le vittorie assolute conquistate da una Ferrari nella 24 Ore di Le Mans, ma al Cavallino Rampante non mancano anche le vittorie di classe, ad oggi a quota 29. In attesa di vedere in pista la nuova Hypercar 499P, ecco 5 delle vittorie più belle che la Ferrari ha ottenuto sul Circuit de la Sarthe.

1949: la prima vittoria della Ferrari a Le Mans

È il 25 giugno 1949 quando il Circuit de la Sarthe si prepara ad ospitare la prima 24 Ore di Le Mans dopo la fine della seconda guerra mondiale. A bordo della Ferrari 166 MM Barchetta Touring ci sono Luigi Chinetti, pilota e vincitore delle edizioni del ’32 e del ’34 con Alfa Romeo, e Lord Selsdon, un nobile inglese. La vettura sembra essere promettente, infatti è la stessa che due mesi prima ha conquistato la Mille Miglia con Biondetti alla guida. 

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Photo Credit: 24h Le Mans Site

La leadership della gara viene presa da Chinetti poco dopo la mezzanotte; quattro ore più tardi i giri di vantaggio accumulati dal pilota sono saliti a quota tre. Da quel momento fino alla bandiera a scacchi non ci saranno candidati scomodi: per la Ferrari arriva così il primo trionfo nella 24 Ore di Le Mans. Particolare e leggendaria è la divisione delle ore di guida che ha impegnato i due protagonisti dell’impresa; Chinetti guidò infatti per quasi tutta la durata della gara lasciando il volante al nobile inglese solo per una trentina di minuti.

1958: Italia batte Inghilterra, Ferrari arriva a tre

Il duello principale dell’edizione della 24 Ore di Le Mans del 1958 vede da un lato schierata l’Italia, con la Ferrari 250 e ben sei Testa Rossa, e dall’altro l’Inghilterra, che vanta Jaguar, Aston Martin e Lotus. Delle sei Testa Rossa in pista, tre sono ufficiali e affidate alle coppie Hawthorn-Collins, Hill-Gendebien e Von Trips-Siedl. Alla partenza Stirling Moss, alla guida di una Aston Martin, parte in fuga; poche ore più tardi la rottura di una biella costringe lui e il suo compagno Jack Brabham al ritiro. 

Photo Credit: 24h Le Mans Site

In testa alla 24 Ore di Le Mans passa così Phil Hill. Il forte diluvio che si abbatte sul Circuit de la Sarthe provoca poi alcuni incidenti, ma non per la Ferrari. La D-Type che occupava il secondo posto, a più di un giro di distanza dai leader, infatti si rovescia lasciando così un vantaggio di 10 giri da gestire per la coppia in prima posizione. Senza troppi problemi Hill e Gendebien portano così a Maranello il terzo trionfo assoluto nella prestigiosa 24 Ore di Le Mans.

1960: la prima di una lunga serie rossa

Ad una settimana dal tragico GP del Belgio del 1960, che ha visto le morti di Bristow e Stacey oltre al grave incidente di Moss, il mondo del motorsport rivolge gli occhi alla storica gara endurance. La Ferrari si presenta sul Circuit de la Sarthe con ben 13 vetture, tra ufficiali e private. Come già accaduto, la pioggia arriva in pista durante la terza ora di gara portando ad una serie di incidenti. In testa c’è la 250 TR 59/60 di Gendebien e Frère; dalla seconda alla sesta posizione ci sono comunque solo vetture rosse. 

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Photo Credit: 24h Le Mans Site

La strategia di rifornimento adottata si rivela essere corretta e vincente; all’ora di cena i due piloti Ferrari hanno infatti un giro di vantaggio sugli inseguitori. Aston Martin nella notte rimonta portandosi al secondo posto, ma le speranze di vittoria sembrano nulle. Alle prime luci della mattina i giri di vantaggio dei primi sono arrivati a 5, poi scesi a 4 per un finale di totale amministrazione. A tagliare il traguardo per primi sono dunque Frère e Gendebien, seguiti dalla Testa Rossa 59 di NART, guidata da Pilette e Rodriguez, e dalla Aston Martin DBR1 di Salvadori e Clark.

1962: il trionfo della 330 TRI/LM di Forghieri

All’edizione del 1962 Ferrari si presenta con 18 vetture in pista; il modello di punta è la 330 TRI/LM iniziata da Carlo Chiti e terminata da Mauro Forghieri. A guidare ancora una volta la Ferrari ci sono Phil Hill e Olivier Gendebien; all’avvio Hill guadagna la prima posizione tenendo alle spalle i fratelli Rodriguez sulla Ferrari 246 SP. Il primo posto viene gestito anche quando alle spalle arrivano le tre Maserati Tipo 151, di cui una guidata da Bruce McLaren; le vetture della casa del tridente non passano però la notte. Dopo il ritiro dei fratelli Rodriguez per Hill e Gendebien sembrano non esserci più rivali. Senza troppi problemi infatti la 330 TRI/LM di Forghieri viene portata al trionfo, il sesto per la Rossa di Maranello. Alle sue spalle si piazzano la Ferrari 250 GTO di Noblet e Guichet e l’altra 250 guidata da Dernier e Blaton.

1965: l’ultimo successo assoluto a Le Mans

Il 19 giugno 1965 al via della 24 Ore di Le Mans la Ferrari schiera le nuove 330P2. Enzo Ferrari è in conflitto con la Commissione Sportiva; quest’ultima infatti non ha concesso l’omologazione della 250 LM in classe GT. I cinque esemplari dei team clienti sono dunque iscritti nella categoria Prototipi. La gara comincia portando anche ai primi ritiri; la Maserati Tipo 65 e la Ford GT40 MKII lasciano così la testa della corsa alle Ferrari 330P2. Poco dopo però le nuove Rosse sono costrette a rallentare a causa di alcuni problemi ai freni.

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Photo Credit: 24h Le Mans Site

Nella notte le Ferrari private prendono la leadership; sia la 250 LM della NART che la 275 GTB dell’Ecurie Francorchamps sono infatti affidabili. Le tre 330P2 sono infine costrette al ritiro, con l’ultima di esse che lascia la gara alla 23esima ora. A quel punto Masten Gregory e Jochen Rindt hanno cinque giri di vantaggio da gestire fino alla fine, regalando così il nono successo assoluto alla Ferrari. Anni dopo verrà poi rivelato che un terzo pilota, Ed Hugus, partecipò alla storica impresa guidando la macchina vincitrice della 24 Ore di Le Mans.

LEGGI: “24 Ore Le Mans: il programma della storica gara”

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Chiara Zambelli

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