Andiamo a conoscere Phaedra Theffo nella nostra rubrica "Vita da Motoestate", andando a scoprire come nasce la sua passione sfrenata per le moto

Nella pausa invernale, torna la nostra rubrica “Vita da Motoestate”, questa volta ospite Phaedra “Lulù” Theffo, volto noto nelle corse avendo partecipato a diverse manifestazioni motoristiche e non solo. La sua passione per le corse si intravvede dal sorriso e l’emozione con cui la racconta, un seme cresciuto il lei che l’ha portata a coronare, a tutti i costi, il sogno di correre.

La storia di Phaedra Theffo

In un motociclismo pieno zeppo di testosterone, c’è chi sgomitando ce l’ha fatta ad emergere e acquisire rispetto dai propri colleghi. Phaedra Theffo, per tutti “Lulù” è una delle persone più appassionate conosciute negli anni. Francese di origine, ma bergamasca di adozione, è un uragano, con il sorriso sempre stampato in faccia che trasuda amore per il motociclismo.

Da anni nel Motoestate, Phaedra Theffo corre nella categoria 125SP con la sua Aprilia bianca numero 19. Nel 2022 ha corso le tappe di Varano, ma la sua passione l’ha portata a seguire il campionato anche come marshal. Ma conosciamo meglio “Lulù” direttamente dalle sue parole raccolte durante un weekend di gara a Varano. Una storia che va oltre il motociclismo, è amore, quello vero, fatto di sacrifici, rinunce, ma soprattutto rivincite. Il Motoestate è stato il palcoscenico per il ritorno alle corse di Phaedra Theffo che ha riassunto così il suo viaggio, che ancora continua, nelle due ruote.

Sono anni che corro, ho iniziato nei primi anni del 2000, per poi farlo più seriamente dal 2003 con la 125SP, per poi passare alla 125GP e tornando fino al 2012 a correre con le 125SP. Poi mi sono dovuta fermare, perchè quando non hai budget e un team che ti sostiene è difficile correre, allora ho iniziato con le minimoto. Un giorno un mio amico mi ha sistemato la mia 125SP che era ferma in un capannone e allora sono tornata al Motoestate nel 2018. Ho fatto in paio di gare quell’anno e poi il 2019 e il 2020. Lo scorso anno sono riuscita a correre qualche gara anche con le GP

“Lulù” ha paragonato la sua passione a un seme che è stato annaffiato. Fin da giovanissima, prima di essere pilota, lo stupore nel vedere le moto e quello che c’era intorno ha alimentato ancora di più la sua voglia di provarci davvero a fare quello da cui era tanto affascinata.

Quando hai il seme dentro e viene annaffiato, sei finito. Fin da piccola mi piacevano le moto guardare le gare, seguivo della gente e pulivo le carene e da lì sono entrata nel giro e sono riuscita andare anche all’Europeo e al Mondiale dal 1996-1997. Pensavo che non avrei mai guidato, non sapevo nemmeno guidare uno scooter. Con il tempo però sono riuscita a salire in sella. E’ una passione, quasi un’ossessione. A volte mi chiedono chi me lo fa fare di correre, anche per un discorso economico. Ma è quello che voglio fare.

L’amore per i 2 tempi

Pilota vecchia scuola, Phaedra Theffo ha deciso di dedicare il suo tempo alle categorie dove poter correre con moto due tempi che, per l’annoso problema dell’inquinamento atmosferico, stanno sparendo piano piano.

Da molti considerate le vere moto su cui farsi le ossa, “Lulù” corre non solo il Motoestate con l’Aprilia 125SP, ma anche il CIV Classic con la Honda 125GP, nel quale si è classificata terza di categoria con la sua moto giapponese numero 449.

Continuo con i due tempi perchè ce l’ho nel midollo. Il 2 tempi mi chiama quando lo sento acceso, l’odore della miscela, a volte mi mettevo al muretto solo ad ascoltare. Se sai guidare il 2 tempi, guidi tutto. La scuola di prima con SP e GP ti formava per tutto. Ora è tutto diverso, a nove anni devi già salire su moto a ruote alte.

Un passato in MotoGP

Phaedra ha un passato anche nel mondo del motomondiale, essendo stata addetta stampa del team MotoGP Pramac D’Antin. Iniziata per caso questa esperienza, “Lulù” ha cominciato a stringere rapporti all’interno del paddock, permettendole di lavorare al suo interno.

Come ti ho detto prima io sono entrata nel motomondiale seguendo chi lavorava intorno alla moto. Ero però sempre lì, scrivevo qualche articolo, ma intanto conoscevo gente e infatti conosco tutti (ride n.d.r). Nel 2005 e 2006 ho lavorato all’interno del team Pramac D’Antin, ma questo lavoro non mi permetteva di stare dietro alle mie gare. Qualsiasi scelta di carriera nella mia vita è stata messa dietro alle gare. Devo lavorare per vivere, non vivere per lavorare. Devo fare le gare, devo.

SEGUICI SU:

📱 Facebook, la nostra pagina ufficiale.
📸 Instagram, foto a sfondo motoristico e non solo!
🎙 Spotify, per ascoltare il meglio dei podcast in cuffia.
📹 YouTube, per gustarti tutti i nostri video.
👔 LinkedIn, rimani aggiornato sulle nostre offerte e contenuti.
Simone Massari

About Post Author