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Stoffel Vandoorne ha commentato la sua stagione in corso con DS Penske, il suo rendimento ed il prossimo ePrix di Roma.

Stoffel Vandoorne si è raccontato in esclusiva per Rossomotori, parlando della sua stagione con DS Penske e del prossimo ePrix di Roma. Il pilota belga è riuscito ad entrare nella storia della Formula E nel 2022 grazie alla vittoria del titolo mondiale con Mercedes, ma oggi si trova con il team statunitense ad affrontare un lungo percorso di sviluppo per tornare ad essere forti. La gara nella capitale, poi, ha sempre regalato spettacolo, e per il 31enne c’è stata anche l’occasione di ottenere un ben tre podi ed una meravigliosa vittoria nel 2021. Adesso il futuro sembra volergli riservare un percorso un po’ più ostico, ma Stoffel è pronto ad attraversarlo.

Stoffel Vandoorne racconta la sua stagione: “Mi aspettavo una stagione migliore, l’ePrix di Roma sarà importante”

Stoffel, questa stagione con DS Penske non sta andando alla grande, considerando dove sei riuscito ad arrivare lo scorso anno. Ti aspettavi qualcosa di meglio da questo team?

“Purtroppo questa stagione non è fantastica. In qualche modo è comprensibile, perché lo scorso anno sono stato molto meglio con molti podi ottenuti e chiaramente il titolo mondiale vinto. C’è un grosso contrasto per me, che ho cambiato squadra nel momento in cui sono passato dalla Gen2 alla Gen3. È vero che mi aspettassi una stagione decisamente migliore. Certo, stiamo migliorando progressivamente, ma siamo dietro a Jaguar e Porsche. Il distacco è davvero poco, noi dobbiamo riuscire ad ottimizzare tutto. Abbiamo bisogno di un grosso passo in avanti sicuramente, speriamo di riuscirci in queste ultime gare”.

Con il nuovo cambio generazionale dalla Gen2 alla Gen3, come ti sei trovato?

“Le auto sono molto diverse oggi. Il modo in cui le guidi, per esempio. Adesso c’è molta più potenza, abbiamo il motore davanti per rigenerare più velocemente l’energia, ed anche la frenata è cambiata. Le sensazioni sono diverse, ma io penso che il cambiamento più grande rispetto allo scorso anno sono gli pneumatici, che hanno un livello molto diverso di grip. Ciò significa che le auto sono molto più al limite. La scia è importante oggi: partendo da dietro riesci a spendere meno energia e ad avere un passo migliore. Lo stile di guida è cambiato davvero tanto.

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Photo Credit: Formula E Media Bank

E tu, preferisci la generazione passata o quella attuale?

“Ad essere onesto, preferisco la seconda generazione, in termini di feeling con l’auto. Avevamo molto più grip, ed un pilota vorrebbe sempre fosse così. la potenza della terza generazione è però molto interessante, quindi penso che come base la Gen3 sia una buona vettura per continuare a progredire”.

Tornando a parlare della tua squadra, com’è il rapporto con il tuo compagno di squadra Jean-Eric Vergne?

“Ho un bel rapporto con Jean-Eric, ovviamente è un compagno davvero forte. Ha vinto due campionati, ed è l’unico in questa categoria. È una cosa molto stimolante avere un compagno di squadra così forte, perché ti spinge a migliorare sempre di più. Credo che abbiamo un bel rapporto, ci rispettiamo l’uno con l’altro, che penso sia la cosa più importante. Ci può spingere a fare sempre meglio”.

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Photo Credit: Formula E Media Bank

Prossimo appuntamento sarà l’ePrix di Roma. Con la gara nella Capitale hai un ottima attitudine, con tre podi e una vittoria. Come ti senti rispetto alla prossima occasione?

“Sono molto ottimista riguardo Roma. È assolutamente uno dei miei circuiti preferiti del calendario della Formula E, ed è anche uno dei più complessi per i team. Ci sono diverse sconnessioni, delle zone con diversi manti di asfalto, che rendono la pista molto interessante per me. Ho avuto dei risultati molto buoni qui, quindi per quest’anno ho abbastanza speranza che possiamo migliorare la nostra posizione. Non sono più così in lotta per il campionato, quindi non ho molto da perdere”.

Quest’anno voi piloti avete avuto l’occasione di provare il nuovo tracciato permanente di Portland. Cosa ne pensi?

“Portland è stata molto strana per noi, innanzitutto perché un circuito permanente. Molto veloce, con dei rettilinei molto lunghi ed in particolare per quanto riguarda la gara ha sollecitato molto la gestione dell’energia. È sembrata una gara di biciclette dove nessuno vuole stare in prima posizione fino alla fine. Non è il mio tipo di corse preferito perché non si riesce ad avere il vero spirito delle corse, devi trovarti al posto giusto nel momento giusto. È molto strategico in qualche modo, per questo è abbastanza diverso dal resto”.

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Photo Credit: Formula E Media Bank

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Alessio Auriemma

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