Remy Gardner racconta del suo approccio alla Superbike e delle differenze sostanziali con la MotoGP, più grandi di quanto si pensi

Remy Gardner è pronto a fare il suo debutto in Superbike, proprio a casa sua, sul circuito di Phillip Island. L’australiano ha parlato dell’impatto nel mondo delle derivate di serie e la differenza con la MotoGP.

La parole di Gardner sulla Superbike

Remy Gardner si appresta ad esordire con la Yamaha R1 del team GRT. Con già i test alle spalle, l’australiano ha cominciato a capire la sua moto, prendendo confidenza con la categoria. Il campione del mondo Moto2 2021 ha gareggiato un anno in MotoGP sulla KTM Tech3, anno avaro di risultati soddisfacenti.

In un’intervista ai colleghi di Speedweek.com, Gardner ha raccontato del suo stupore (in negativo) quando ha provato la R1 Superbike con cui dovrà gareggiare la prossima stagione. L’aspetto che lo ha lasciato più interdetto è stato la potenza del motore, molto ridimensionata rispetto a una MotoGP.

“Mi aspettavo di più. Sembrava lento, molto lento. Ho guidato una R1 standard per la prima volta e ho pensato che fosse lenta. Pensavo che la Superbike avrebbe avuto molta più potenza, ma non è così. Ma per me è meglio se la moto sembra più lenta che più veloce”

Gardner Superbike
photo credits: worldsbk.com

L’australiano ha sottolineato il livello molto alto della MotoGP e le classi di contorno. Per lui, visto il livello generale dei piloti, la differenza viene fatta dal pacchetto a disposizione.

“Marquez ha stabilito un nuovo livello qualche anno fa, da allora tutti i ragazzi hanno voluto raggiungerlo. I primi 5 in Moto2 sono velocissimi, così come i ragazzi in Moto3. Ogni volta che qualcuno sale di livello, impara e migliora. La densità di potenza tra i piloti della MotoGP oggi è così alta che il materiale fa la differenza”

Botta e risposta Gardner-Troy Corser

Nel finale della stagione dell’ASBK, il campionato Superbike australiano, il campione Troy Corser aveva dichiarato come le SBK siano moto più complicate da guidare rispetto alle MotoGP. Questo assunto non è per nulla condiviso dal suo connazionale Gardner, che da una MotoGP è appena sceso. Questa la sua risposta riguardo all’argomento.

“Penso che sia difficile per lui fare un commento del genere quando non ha mai guidato una MotoGP oggi. Le moto di oggi non hanno niente a che vedere con quelle del passato, devi muoverle contro il tuo naturale stile di guida. Scivolano di meno, puoi guidarle di meno con la ruota posteriore. Devi guidarle in modo tale che l’elettronica nono soffra. E devi lavorare con i tuoi tecnici per far funzionare l’elettronica in ogni curva, il che fa un’enorme differenza. Se non è perfetta, perdi molto tempo. Devi mettere la moto ad angolo retto in modo che la potenza venga trasferita a terra. E devi attivare il dispositivo di altezza da terra al momento giusto. Non lo so, come le altre moto, ma la KTM era una maledetta rottura di c******i, dovevi fare tutto alla perfezione. Le gomme oggi sono così buone che l’accelerazione e le forze che agiscono su di esse sono incredibili: le moto sono così veloci. Nel complesso stiamo parlando di un lavoro molto duro: guidare la superbike Yamaha è molto più facile. Non sto parlando di quanto sono veloce. Parlo solo della guida e del feeling che dà la moto

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Simone Massari

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