9 Febbraio 2023

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Michael Schumacher: l’uomo nel cuore del campione

michael schumacher

Michael Schumacher - Photo Credit: Michael Schumacher Official Facebook Account

Il 3 gennaio 1969 nasceva Michael Schumacher, ex pilota di F1 e sette volte campione del mondo. Pilota sì, ma uomo prima di ogni cosa.

Il silenzio che avvolge la famiglia Schumacher da quell’incidente di otto anni fa, sembra risuonare più forte nel giorno del compleanno del campionissimo. Michael Schumacher non è stato infatti solo un pilota, il primo a riuscire a vincere sette titoli mondiali; Schumi è stato anche e soprattutto uomo. Rabbia, fragilità e paura facevano da contorno perfetto per quell’uomo che all’inizio degli anni 2000 ha cominciato a scalare una montagna impossibile; montagna che gli ha regalato una vetta dalla vista mozzafiato con quei sette titoli vinti. Montagna che, quasi fosse uno scherzo del destino, quel fato alla fine lo ha cambiato per sempre.

Buon compleanno Michael Schumacher

Il 3 gennaio 1969 nasceva Michael Schumacher, un bambino ai tempi, il campionissimo di F1 dopo 53 anni. Quel talento comparso a bordo di una Jordan nel 1991 è stato però presto notato, fino a giungere a quella magica carriera che in molti, anche senza dirlo, sognano. Il Kaiser di titoli mondiali ne ha vinti sette, primo pilota a raggiungere tale cifra; ma oltre ai tanti trionfi ottenuti dal tedesco, ciò che ha lasciato in silenzio il mondo intero quel 29 dicembre 2013 non è stato il pilota, ma l’uomo che si celava dentro al casco.

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Schumacher, GP Europa 1994 – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

Le imprese del tedesco vestito di rosso le conoscono tutti; la sua forte dedizione per il lavoro non è infatti mai stata un segreto. Il suo arrivo in Ferrari dopo aver vinto due titoli è una conferma di quello che voleva Schumacher, ovvero una sfida da affrontare; la casa di Maranello, in crisi da diversi anni, è stata infatti quella motivazione che ha spinto il tedesco a superare anche i suoi limiti, migliorandosi e spingendo anche gli altri a farlo. Il risultato ha poi scritto la storia.

Michael Schumacher: un campione semplicemente uomo

Silenzio, riservatezza, apprensione. Questo ciò che ha vissuto la famiglia Schumacher dopo quell’incidente che lasciò tutti senza parole. Un destino quasi paradossale per chi ha passato una vita a bordo di vetture a 300 all’ora. Un destino capace di sconvolgere anche un intero mondo che ha accompagnato la famiglia in quel silenzioso rispetto che era giusto avere. Michael sta bene, è cosciente. Michael lotta. È un guerriero. Lo è sempre stato. Lo si vede ancora negli occhi del giovane Mick, gli occhi di un figlio orgoglioso che mai potrebbero mentire.

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Schumacher vince il primo titolo in Ferrari a Suzuka nel 2000 – Photo Credit: Michael Schumacher Official Facebook Account

Il campionissimo oggi affronta una battaglia diversa da quelle che ha portato in pista sotto gli occhi di tutti; a lottare questa volta non serve il pilota, ma quell’uomo spesso tenuto nascosto in F1, salvaguardato dalle pressioni di uno sport complicato, scoperto grazie ad un regalo inaspettato. Il documentario uscito su Netflix ha infatti mostrato quella parte di pilota che spesso si tende a dimenticare lasciando spazio solo alle battaglie più o meno corrette in pista e ai sette campionati vinti.

Schumacher resta infatti uno degli uomini a cui appassionati e non di F1 si sentono legati. Uomo non pilota. Lo stesso che prima di ritirarsi per sempre dal Circus designò il suo erede, a cui lasciò proprio il posto in quella Mercedes che avrebbe dominato un’intera era. I record d’altronde sono fatti per essere battuti.

Mick Schumacher dona il casco di papà Michael a Lewis Hamilton – Photo Credit: F1 Official Twitter Account

Noi però vogliamo immaginare Michael in occasione del GP di Abu Dhabi 2021, seduto in attesa di vedere colui che ha scelto per guidare le Frecce d’Argento, battere quel record definito impossibile. Un sospiro di sollievo e forse anche un mezzo sorriso quando a tagliare il traguardo per primo non è stato Lewis Hamilton. Record imbattuto. E allora ecco che quel mezzo sorriso scappa a tutti, perché in fondo dietro ad un grande campione c’è un semplice uomo.

Buon compleanno Michael.

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Chiara Zambelli

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