Pramac-Yamaha
Dopo le ultime notizie di mercato che vedono Martín in Aprilia e Márquez quasi certamente in rosso, il team Pramac potrebbe passare in Yamaha.

In un momento del mercato sempre più acceso, non sono solo i piloti ad essere sotto osservazione. Un tema caldissimo, fattosi sempre più insistente in questi giorni, è quello che vede un possibile passaggio del team Pramac tra le fila di Yamaha. Dopo l’addio a Ducati di Jorge Martín e il “no” categorico di Márquez all’opzione Pramac, le ragioni per le quali il team privato potrebbe decidere di spostarsi altrove diventano sempre di più.

Pramac-Ducati: il punto della situazione

L’unica cosa certa di tutta questa situazione è il fatto che Pramac ha la possibilità di esercitare l’opzione unilaterale per restare in orbita Ducati come squadra Factory Supported fino alla fine di luglio. Per arrivare a quella data però mancano ancora due mesi e il mercato oramai ha cominciato a muoversi. Nonostante alcune dichiarazioni del Team Manager Gino Borsoi, qualche giorno fa, confermassero l’intenzione di Pramac di restare in Ducati, la scossa di mercato provocata dal “no” definitivo di Márquez e dalla velocissima firma di Martín con Aprilia potrebbero ora rovesciare tutte le carte in tavola.

Pramac-Yamaha
Photo Credit: MotoGP.com

Pramac, con a capo Paolo Campinoti, fa coppia fissa con Ducati dall’ormai lontano 2005. Da quel momento in poi, la sua costante crescita all’interno del campionato gli ha permesso di diventare la squadra “allieva” di Ducati, propedeutica per il passaggio al Team Factory. Questo si è visto con piloti come Iannone, Petrucci, Miller e lo stesso Bagnaia, tutti passati per Pramac prima di essere promossi in Ducati ufficiale grazie ai loro risultati in pista.

Nel 2023 però, Pramac si è spinta oltre al suo ruolo di gregaria, diventando la prima squadra privata nella storia del motomondiale a vincere il Campionato Mondiale Team. Sempre durante la scorsa stagione, Jorge Martín è riuscito a lottare per il mondiale fino all’ultima gara, dando vita, insieme a Bagnaia, ad uno scontro in pista davvero appassionante. Questi risultati non sono stati altro che la rappresentazione dell’impegno, della forza, della concretezza di un team che fino a quel momento era forse considerato come il “secondo”.

L’arrivo di Márquez in Ducati e il sogno di Pramac

La nuova consapevolezza di poter competere non solo per la vittoria di qualche gara ma addirittura per la vittoria del campionato, potrebbe aver giocato un ruolo importante in quella che è la situazione di mercato attuale. Dopo l’arrivo di Marc Márquez in Ducati, è normale che anche Pramac abbia iniziato a cercarlo in ottica 2025, contando sul fatto di avere a disposizione le stesse identiche moto utilizzate dal Team Factory. La situazione tecnica ottima e il passaggio scontato di Jorge Martín in rosso, avrebbero reso Pramac un’ottima opzione per il #93, che avrebbe avuto a disposizione una moto in tutto e per tutto ufficiale. Ed era proprio questa, tra le tante, l’ipotesi più accreditata. In questo modo a Borgo Panigale sarebbero riusciti a tenere tutti e tre i loro piloti di punta senza, teoricamente, scontentare nessuno.

Pramac-Ducati
Photo Credit: Marc Márquez X

A scombinare tutti i piani sono arrivate le dichiarazioni di Márquez che, senza nulla togliere al team di Campinoti, ha voluto mettere in chiaro che per lui nessun team satellite fosse un’opzione per il 2025: né Gresini né Pramac. A questo punto Ducati si è trovata davanti ad un bivio e ha deciso di “sacrificare” il talento di Martín per, come tutto sembra farci intendere, assicurarsi il campione Márquez. Con la notizia dell’addio a Ducati da parte di Martín, pilota che Pramac ha portato in vetta al campionato, e il rifiuto di Márquez ad entrare nel team, Campinoti sembra non avere più così tante ragioni per voler restare.

Pramac-Yamaha: perché l’ipotesi potrebbe diventare realtà

Ad aggiungersi a tutte le considerazioni fatte in precedenza c’è l’offerta di Yamaha. La casa giapponese sembra corteggiare Pramac oramai da un bel po’ di tempo, contando anche il suo bisogno assoluto di tornare ad avere 4 moto in pista. Quello che Pramac ha dimostrato in questi anni con Ducati non è poco: nascere come squadra di supporto ed arrivare a diventare una contendente per il titolo mondiale. La solidità, la competenza e la serietà del team di Campinoti sono quello che Yamaha cerca in una possibile squadra satellite. Tutti questi fattori sono importantissimi per la rinascita della casa di Iwata e Pramac potrebbe avere un ruolo fondamentale nel ritorno di Yamaha ai massimi livelli.

Pramac Yamaha
Photo Credit: Monster Energy Yamaha MotoGP Media Center

Un aspetto non meno importante è sicuramente la bontà dell’offerta di Yamaha che, oltre ad essere economicamente molto vantaggiosa, garantirebbe con tutta probabilità a Pramac una coppia di moto ufficiali, a pareggiare la situazione attuale con Ducati. Quartararo inoltre, con il suo rinnovo, ha dato un segnale molto forte sia al proprio team che a quelli esterni. La fiducia mostrata dal #20 verso il progetto di Yamaha e i piccoli miglioramenti che si iniziano a vedere in pista evidenziano come la casa giapponese stia lavorando sodo per recuperare il divario con gli avversari. In questo contesto, non è impensabile passare dall’essere cliente per la moto più forte del lotto ad esserlo per una in difficoltà, sempre che il potenziale ci sia e si veda.

Il futuro di Ducati senza Pramac

Se la situazione dovesse davvero evolversi in questo senso, rimarrebbero ancora un paio di domande a cui rispondere. Per prima cosa, con l’addio di Pramac, chi diventerebbe il team Factory Supported di Ducati? Una delle soluzioni potrebbe essere quella di dare ad entrambi i team restanti, Gresini e VR46, una moto ufficiale a testa, in modo da spartire in modo equo le risorse tra le varie squadre. Per quanto riguarda invece l’intera Ducati, quanto l’addio di un team come quello di Campinoti andrà ad impattare il costruttore? Dopo un’intesa quasi ventennale, viene difficile pensare ad una soluzione a breve termine in grado di sostituire un rapporto come quello venutosi a creare in questi anni. Per Ducati non sarà facile muoversi senza l’appoggio di quello che, di fatto, è per lei il team satellite più importante.

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Beatrice Vanzella

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