Marco Melandri ha raccontato le difficoltà dei piloti satellite nei primi anni di MotoGP e le differenze con i team satellite odierni

Marco Melandri in una recente intervista rilasciata a Relevo, ha ricordato la sua esperienza nel team Tech3 durante i primi anni di MotoGP, spiegando le importanti differenze rispetto ai team ufficiali di allora e sottolineando le diversità in confronto ai team satellite del presente.

Melandri racconta la difficoltà nel vincere con un team satellite nella MotoGP dei primi anni 2000

Il pilota ravennate, che nella stagione 2004 si piazzò in dodicesima posizione ottenendo 3 podi sulla Yamaha del team Tech3, ha spiegato l’ampia distanza a livello di competitività tra i team satellite odierni e quelli dell’epoca: “Oggi prendi una Ducati satellite, e questa ha il proprio ingegnere elettronico. All’epoca no, perché era l’inizio dell’elettronica. Erano i telemetristi che cercavano di essere ingegneri. Non c’era la stessa formazione” Melandri ha poi proseguito: “Era tutto nuovo. Anche a livello di software, di elettronica… tuttavia, il team satellite doveva scoprire tutto da zero. Non aveva dati”.

MotoGP Melandri
Photo Credit: MotoGP Official Website

I piloti satellite dunque non godevano di un particolare supporto da parte delle case a differenza di oggi, ciò ha reso complicata l’esperienza di Melandri che, nella stagione 2004, fu retrocesso dal team ufficiale Yamaha al team satellite dopo il debutto nel 2003 in MotoGP per far spazio ad un Valentino Rossi lanciato che vinse poi il suo sesto titolo iridato. A proposito ha spiegato le differenze che Yamaha applicava rispetto ai piloti ufficiali sull’utilizzo dei motori durante la stagione: “Nella mia prima gara in Sudafrica avevo una moto con un motore “big bang” e un’altra con un motore “screamer”. Non era come oggi, dove hai sette motori per stagione. All’epoca era libero: mi davano i motori usati di Valentino, di Carlos Checa, già con molti chilometri. Sì, avevamo una moto molto inferiore. È qualcosa di oggettivo“.

Photo Credit: MotoGP Official Website

I team satellite nella MotoGP attuale

Dalla prima stagione della MotoGP nel 2002 abbiamo assistito ad un evoluzione importante dei team satellite. Partiti da una posizione defilata, ad oggi hanno assunto un ruolo importante per quanto riguarda lo sviluppo delle moto e non solo, basti pensare che attualmente, prendendo come esempio Ducati, i piloti della casa di Borgo Panigale sono dotati di un ingegnere a loro dedicato e i più meritevoli ricevono gli ultimi aggiornamenti che la casa porta in pista per i piloti factory. Una rapida crescita che beneficia lo spettacolo e la competizione tra i piloti, con una distanza di prestazioni che si è ormai quasi definitivamente azzerata, ne è l’esempio Jorge Martin, attualmente pilota satellite con Prima Pramac Racing, in testa al campionato con 18 punti di vantaggio sul campione iridato Francesco Bagnaia.

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