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In F1 le regole sembrano essere sempre più restrittive, soluzione che la FIA reputa la migliore per non creare gap irrecuperabili dai team.

Negli ultimi anni la FIA ha introdotto delle regole più restrittive in F1, soprattutto per quanto riguarda la libertà progettuale. L’obiettivo è infatti quello di avere un equilibrio maggiore tra i team, dunque gap minori e più combattività. Il budget cap infatti non basta, oltre a rappresentare un’arma a doppio taglio, motivo per cui la Federazione limita il regolamento tecnico.

Regole restrittive FIA, Tombazis: “Con troppa libertà i gap aumenterebbero”

Ridurre il gap tra i team di F1 è uno degli obiettivi che la FIA si è posta, motivo per cui alcune regole sono diventate più restrittive. Un primo passo verso tale direzione è stato compiuto con l’introduzione del budget cap. La soluzione non sembra però poter funzionare da sola. La classifica Costruttori di F1 ha visto, anche al termine del 2023, una chiara divisione delle forze in griglia. Gap che la Federazione ritiene ancora troppo ampi. Per provare ad avere una griglia meno lunga in F1 sono così state introdotte alcune regole restrittive, in particolare dal punto di vista della libertà di progettazione.

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Photo Credit: Red Bull Content Pool

Tale soluzione non è però troppo apprezzata dalle scuderie che sperano in un allentamento delle regole in vista del 2026. Il delicato argomento non è ancora in fase di discussione, ma i primi dubbi da parte della Federazione Internazionale non mancano. Come riportato da Motorsport.com, Nikolas Tombazis ha infatti affrontato quelli che potrebbero essere i pro e i contro di una maggior e libertà. Avere dei limiti infatti permette ad un team di non prendere un vantaggio enorme a livello progettuale. Il divario infatti difficilmente sarebbe recuperabile dal resto del gruppo, soprattutto a causa del budget cap che limita le spese.

“Questo è uno sport tecnologico e così deve restare. Con troppa libertà però si rischia di avere dei gap molto grandi e questa è una linea complicata da seguire. Sono un ingegnere, anche a me piacerebbe avere una battaglia tecnologica totale. Bisogna però considerare che in gioco ci sono altri fattori che sono importanti per lo sport. Inoltre ci sono i regolamenti finanziari. Bisogna quindi porre un limite ad alcune attività, altrimenti si rischia di avere team con un progetto specifico che si creano un vantaggio ampio per molto tempo. Chi è indietro difficilmente può riuscire a recuperare tutto e subito con il budget cap. Non credo ci sia una risposta perfetta al momento. C’è una linea sottile tra libertà e competitività del campionato”. – Nikolas Tombazis

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Chiara Zambelli

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