Danilo Petrucci
Danilo Petrucci racconta la sua esperienza in KTM e recrimina un eccessivo buonismo da parte sua che non lo ha aiutato in carriera

La carriera di Danilo Petrucci si è conclusa con il Gran Premio di Valencia, con un velo di amarezza. Il pilota di Terni sarà al via della Parigi-Dakar con KTM, per una inedita avventura. Secondo l’ex Ducati il suo buonismo non lo ha aiutato nel corso della sua carriera

Danilo Petrucci, il gigante buono

Umile, disponibile e sempre con il sorriso sulla faccia. Danilo Petrucci lascerà un ottimo ricordo nel paddock di MotoGP, dopo l’addio forzato a KTM che gli ha preferito Raul Fernandez e il campione del mondo Moto2 Remy Gardner.

L’ultima stagione del “Petrux” a bordo della RC16 è stata più complicata di quanto si immaginasse. Che fosse una delle sue ultime possibilità di rimanere in classe regina era assodato, ma l’adattamento a una moto così piccola di dimensioni per un pilota corpulento come Petrucci è stato più difficile del previsto, nonostante il lavoro del team Tech3. Si è espresso così il ternano in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Nell’ultimo periodo non mi stavo più divertendo sopra la moto.  Ho iniziato a pensare che non era il caso di continuare a fare qualcosa che non mi faceva stare bene. Per far bene in MotoGP, oggi servono una moto molto competitiva e chili e centimetri di meno.

Danilo Petrucci nel box a Valencia dove KTM gli ha fatto trovare la moto che userà nella Dakar – photo credits: motogp.com

Una caratteristica peculiare di Petrucci è sicuramente il suo modo di fare. Un personaggio genuino a cui forse non è stato riconosciuto il merito dovuto, soprattutto per la sua esperienza.

Gli sviluppi sono andati tutti ai piloti ufficiali. Ma, soprattutto, non è stata sfruttata l’esperienza che potevo portare, essendo l’unico dei quattro piloti ad avere guidato una moto diversa.

Dopo l’esperienza in Ducati che ha fruttato due vittorie al Mugello e a Le Mans, Danilo ha fatto di tutto per rimanere in MotoGP, ma il matrimonio con KTM non è andato a buon fine. La casa austriaca ha però offerto a Petrucci la possibilità di correre la Parigi-Dakar, un sogno per il ternano che ha quindi accolto la richiesta con entusiasmo. Forse però, per Petrux, la sua bontà d’animo non lo ha aiutato nel raccogliere quanto seminato in passato.

Ho lavorato con tante persone e con tutte sono rimasto in buonissimi rapporti. Non ho mai alzato la voce per difendermi e questo a volte ha portato a mettermi dei piedi in testa… troppe volte sono stato troppo buono. Con gli amici va bene, ma con chi lavori non è un pregio.

SEGUICI SU:

Facebook, la nostra pagina ufficiale.
Instagram, foto a sfondo motoristico e non solo!
Spotify, per ascoltare il meglio dei podcast in cuffia.
YouTube, per gustarti tutti i nostri video.

Simone Massari

About Post Author